Rottamare l’Antimafia alla Crocetta
Matteo Renzi lo ha scelto apposta. Giovanni Fiandaca, professore di Diritto penale, stimato intellettuale, candidato alle Europee per il Pd, è stato chiamato dal leader democratico nella propria lista apposta per rendere chiaro all’opinione pubblica più avvertita – e alla sinistra, titolare degli avvisi – un concetto: avalli fideistici a nessuno. Tanto meno all’antimafia militante. “Essere contro la mafia significa fornire un sostegno critico ai magistrati? L’intellettuale, per dirla con Norberto Bobbio” – ha dichiarato Fiandaca in un’intervista concessa a Livesicilia – “più che un dispensatore di certezze è un seminatore di dubbi”.
24 AGO 20

Matteo Renzi lo ha scelto apposta. Giovanni Fiandaca, professore di Diritto penale, stimato intellettuale, candidato alle Europee per il Pd, è stato chiamato dal leader democratico nella propria lista apposta per rendere chiaro all’opinione pubblica più avvertita – e alla sinistra, titolare degli avvisi – un concetto: avalli fideistici a nessuno. Tanto meno all’antimafia militante. “Essere contro la mafia significa fornire un sostegno critico ai magistrati? L’intellettuale, per dirla con Norberto Bobbio” – ha dichiarato Fiandaca in un’intervista concessa a Livesicilia – “più che un dispensatore di certezze è un seminatore di dubbi”.
E’ un brutto colpo per i professionisti dell’antimafia. In particolare per la filiera periferica sulla quale si regge il governatore Rosario Crocetta. Una filiera di nomi comunque altisonanti che va da Antonio Ingroia, l’ex pm chiodato, a Giuseppe Lumia, l’ex presidente della commissione parlamentare Antimafia, a Sonia Alfano che, con quest’ultimo, girava per i penitenziari, in visita ai boss reclusi – tutti condannati al 41bis – per convertirli al pentimento e aiutare così la traballante inchiesta sulla trattativa tra stato e mafia impostata a suo tempo da Ingroia e poi lasciata in eredità alla procura di Palermo.
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E’ un’inchiesta che Fiandaca ha fatto a pezzi con un saggio pubblicato integralmente dal Foglio. “Ho smontato il giocattolo”, così ha ripetuto Fiandaca, quando gli hanno chiesto per quale motivo il cerchio magico di Crocetta lo avesse tanto osteggiato, “critico il tipo di approccio di una specifica cultura antimafiosa, ne svelo gli impliciti presupposti di ordine culturale ed etico-politico, insomma decostruisco in stile intellettuale”. Ecco, apposta per questo Renzi lo ha candidato, con uno scacco matto a coloro i quali hanno fatto dell’antimafia il canone unico per la spartizione degli incarichi di governo. E di sottogoverno.